Confessati spesso e i peccati, come i batteri in bocca, saranno meno aggressivi.

La buona regola della confessione regolare, almeno una volta al mese, spiegata da un dentista. O meglio il nostro “dento-teologo” di fiducia

La maggior parte di noi pensa che la pulizia dentale serva per togliere le macchie dai denti. Non è così, o meglio non è solo questo: la pulizia dentale serve soprattutto alle gengive, per toglierne l’eventuale infiammazione, la placca e il tartaro. Da studi ventennali svedesi (ebbene sì, la Svezia non ha solo l’Ikea… è anche molto intraprendente nello studio delle gengive) si è visto che negli individui sani togliere la placca dai denti ogni sei mesi porta alla selezione di ceppi batterici orali meno aggressivi. Se fai la pulizia dal dentista due volte all’anno, insomma, avrai nella tua bocca batteri meno “cattivi”, che infiammano poco le gengive. E nel cristiano? Qual è quella procedura che toglie il tartaro interiore e, se ripetuta spesso, aiuta a eliminare anche i peccati più lievi? La confessione, l’argomento dento-teologico di oggi.
Con la confessione Cristo ci ha lasciato un regalo bellissimo: il perdono, quello vero, quello che trasforma in ossigeno puro la nostra spazzatura di anidride carbonica. Dio non vuole “compartecipare”, vuole tutto; quindi anche i nostri sbagli. Perché di giorno siamo tutti invincibili, indipendenti. Ma quando cala la notte, nel silenzio della nostra stanza, anche gli uomini piangono.

“Dammi i tuoi sensi di colpa, le tue paure, le tue lacrime, i tuoi scheletri nell’armadio… solo io posso risanare le ferite del tuo cuore” ci dice Gesù. “I vostri errori sono granelli di sabbia vicino alla grande montagna della Misericordia di Dio” dice il santo curato d’Ars. La confessione, dicono i santi, deve essere chiara, concreta, completa e concisa.
Ma soprattutto sputa subito il rospo! La cosa che ti pesa di più, che ti fa vergognare maggiormente: dilla subito e vedrai che poi sarà tutto in discesa! “Ma l’ultima volta ho trovato un prete che non mi ha parlato molto”. Quella è la direzione spirituale, è diversa dalla confessione (ne parleremo prossimamente ). “Ma confesso sempre le solite cose, non miglioreró mai”
Questo non è assolutamente vero. Confessati spesso, almeno mensilmente, e sii paziente. Come i batteri della bocca, i peccati nel tempo diventeranno meno e meno gravi: tranquillo, non si diventa santi in tre giorni. Fidati… ho visto molti amici entrare nel confessionale dubbiosi, giù di morale, magari sforzati da qualcuno (perché guardate me?!?)… ma non ho mai visto uno di loro uscire senza il sorriso! Altro che sbiancamento dentale! Il moLare della storia allora è questa: so che fai fatica a crederlo, ma esiste “un’isola che non c’è” in cui puoi riversare tutti i sensi di colpa del passato e le paure del futuro. Terza stella a destra e poi dritto fino al confessionale… ecco il segreto per essere dei Peter Pan interiori.

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