L’INCENDIO DI NOTRE DAME e LE NOTE DI BENEDETTO XVI

Cari amici, da oggi troverete sul nostro sito qualche mio scritto che vuole commentare eventi o fatti che avvengono nella società o nella Chiesa . Una sorta di selfie su ciò che avviene durante la settimana. Inizio con due eventi recenti che ho l’ardire di accostare: l’incendio della medievale Cattedrale di Parigi e la pubblicazione dello scritto di Benedetto XVI sulle basi profonde dei terribili atti di pedofilia compiuti da membri eletti della Chiesa.
Notre Dame che brucia può essere presa come simbolo di una cristianita’ europea che è andata in fumo lasciando solamente macerie. Una cristianita’ realizzata dal cristianesimo come evento di Verità e di Grazia. Infatti, è sempre necessario distinguere il cristianesimo, come la presenza di Cristo-Dio nella storia e una una particolare realizzazione, appunto la cristianita’. Quel fuoco distruggendo un capolavoro di architettura gotica partorito dalla fede e non solo dall’arte umana, somiglia a quelle correnti culturali che da almeno cinque secoli hanno distrutto l’anima dell’Europa. Un’anima fatta di fede e di ragione; di natura e sopranatura; di buonsenso e bontà morale; insieme a inevitabili errori e cattiverie. Un ‘anima che ha saputo mettere insieme la razionalità greca e il diritto romano completati e sublimati dalla fede in Cristo.
Un fuoco che si chiama soggettivismo religioso e filosofico; deismo illuministico; immanentismo idealistico ed esistenziale; socialismo materialista e violento; scientismo potivista; relativismo morale e nichilismo esistenziale. Fiamme che hanno distrutto la coscienza dell’europeo medio che come Notre Dame appare distrutto e brutto a vedersi. L’incendio si è sviluppato nel cantiere che doveva restaurare, cioè migliorare la Cattedrale. La stessa cosa è avvenuta per quell’Europa che operai specializzati ( intellettuali, giornalisti, politici, economisti, ecc) volevano restaurare e hanno distrutto, mandando in fumo principi e valori che l’hanno fatto grande. L’incendio culturale è stato così distruttivo che, in questi giorni, chiunque ha parlato, dal presidente Macron a l’ultimo giornalista, si sono espressi circa la Cattedrale e l’epoca cristiana che l’ha realizzata con un linguaggio secolarizzato che ha escluso i termini Dio, Cristo, fede e cristianita’. Solo dal alcuni esponenti del mondo msulmano si è parlato di monumento caro alla cristianita’ (!!!) e solo pochi gruppi di cristiani che pregava sono stati inquadrati dalle telecamere delle diverse TV. Dimenticando che la causa prima di quell’opera meravigliosa è il Soprannaturale, come lo è per i codici copiati dai monaci, le bonifiche agricole realizzate sempre dai monachi, per le università medievale, per le grandi cattedrali che costellano il territorio europeo, ecc.
Oggi molti europei vivono alla giornata solamente guidati dagli istinti e dai desideri che governano la loro mente e i il loro cuore indeboliti. Scrive il grande Benedetto nel suo articolo di qualche giorno fa: “ Un mondo senza Dio non può non essere altro che un mondo senza senso. Infatti, da dove proviene tutto quello che è? In ogni caso sarebbe privo di un fondamento spirituale. Non ci sarebbero più criteri del bene e del male. Dunque avrebbe solo valore ciò che è più forte. Il potere diviene allora l’unico principio. La verità non conta, anzi in realtà non esiste. Solo se le cose hanno un fondamento spirituale, solo se sono volute e pensate – solo se c’e un Dio creatore buone e che vuole il bene- anche la vita dell’uomo può avere senso”.
Allora quella Cattedrale che bruciava veramente diventa il simbolo di un processo di distruzione della presenza di Dio nella società  e nei cuori di tanti uomini che vivono in Europa. Un incendio spirituale che ha lasciato le ceneri del nulla in molti cuori di donne e uomini e in molte istituzioni.
Per noi che crediamo, la speranza teologale ci fa pensare e sentire che Dio c’è ed agisce e siamo sicuri che il restauro di tanti cuori e della società europea inizierà, forse è già iniziato, ma non sappiamo, come sarà per la Cattedrale di Parigi, quando si vedrà realizzato..

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