Storia

La storia della Parrocchia inizia ufficialmente quando don Giuseppe Emmanuele Ventimiglia e Statella principe di Belmonte, il 18 aprile 1752 chiese al re la conferma della “licentia populandi”, già concessa nel 1625.

La prima concessione richiesta da Marchisio Afflitto non portò al desiderato popolamento del feudo del Mezzagno che gli Afflitto possedevano già dal XIII secolo.

Il baronaggio siciliano, durante il periodo della monarchia spagnola, cercava di ottenere le “licentiae populandi” perché chi fondava un nuovo comune , con almeno 80 case, otteneva il titolo di «principe» e, soprattutto, acquisiva il diritto di voto presso il Parlamento siciliano ed era elevato al rango di Pari di Spagna.

In un contesto di “societas christiana”, il feudatario che popolava un suo feudo era tenuto a provvedere anche al bene spirituale dei suoi sottoposti e quindi provvedere ad un luogo di culto, ad almeno un sacerdote ed a sostenere l’attività pastorale.

Il feudo del Mezzagno veniva coltivato ad opera dei proprietari che impiegavano contadini, curatoli e altri lavorati i quali permanevano alcuni mesi nel territorio del feudo. Da qui la necessità di un luogo di culto e di un’assistenza pastorale.

Da un documento di archivio del 9 luglio 1755, si apprende che esisteva un piccola chiesa prima che venisse costruita l’attuale: “[…] possedendo il detto principe il feudo del Mezzagno osia Belmonte con mero e misto impero […] ed essendovi in detto feudo una chiesa da più tempi per coltura e sollievo dell’abitanti e di quei che vivono in tutto quel territorio e nelli poderi vicini [..] chiede [n.d.r.] il permesso di poter erigere la cennata chiesa in parrocchia indipendente dalla Matrice Chiesa di questa capitale[…] e s’impegna a fornire [n.d.r.] tutto l’occorente per il culto divino”.

In un altro documento conservato nel Fondo Belmonte presso l’Archivio di Stato di Palermo si trova una richiesta di compenso da parte del sacerdote don Nicolò Lo Valvo per i servizi pastorali prestati nelle terra di Belmonte per il periodo che va dal primo settembre 1741 al dicembre 1742.

Il testo recita: “per completamento di mio salario e messa […] di onze 36 l’anno cioè 18 onze per l’elemosina della messa che in tutte le feste ho celebrato al Mezzagno e 18 onze per il mio salario”.

Da quanto riferito, è facile dedurre che almeno dai primi decenni del settecento a Belmonte doveva esserci un presenza di persone assistite pastoralmente. Non sappiamo se la presenza era costante per tutto l’anno o per alcuni periodi. Però, le messe riferite alle feste liturgiche fa sospettare che ci fosse una presenza costante e non periodica.

La fondazione della Parrocchia avvenne il 26 febbraio 1756 e fu nominato dall’Arcivescovo di Palermo Marcello Papiniano Cusani, su designazione del Principe,  parroco don Stefano Grasso e don Tommaso Di Piazza, vice-parroco o come si chiamavano all’epoca cappellano.

Da quel momento nacque una Parrocchia di poche centinaia di fedeli tutti legati all’attività agricola e alle direttive del famiglia Ventimiglia.

La Parrocchia aveva il suo fonte battesimale, potevano essere amministrati tutti i sacramenti e poteva avere dei registri per annotare i battesimi, matrimoni e funerali. La presenza costante di parroco e cappellani garantiva un’attività pastorale organizzata e costante.

Il Principe desidera costruire una chiesa più grande e così il 16 dicembre 1761 da un documento dell’Archivio storico Diocesano, indirizzato all’arcivescovo di Palermo, si afferma che don Emanuele Giuseppe: “essendovi nella sua terra di Belmonte nel feudo del Mezzagno un’antica chiesa, la quale era insufficiente per il numero degli abitanti, ha giudicato […] far costruire un’altra chiesa di maggiore estensione”.

Il progetto e la direzione dei lavori, probabilmente si devono, all’ingegnere don Nicola Peralta al quale il 5 agosto 1776 vengono regalate 8 onze e 15 tarì per tutte le “fatighe” fatte per la chiesa di Belmonte e per la formazione di n. 7 disegni rimessi in Napoli al nostro Eccellentissimo. Si tratta di un semplice regalo e non del pagamento per l’intera prestazione professionale.

All’ingresso della Chiesa madre ci sono due lapidi che ricordano il Fondatore e motivi che lo portarono alla realizzazione dell’opera. Tali lapide monumentali sono state commissionate ai fratelli Pennino maestri marmorari ai quali il 30 giugno 1776 vengono versate 12 onze per la pintura di due lapidi larghe palmi 4 ed alte palmi 6 con n.728 lettere majuscole romane e due onze regalate alli suddetti. Allora, anche se non conosciamo in ritmo dei lavori, l’attuale Chiesa madre fu completata nei primi mesi del 1776.

La Comunità cristiana di Belmonte, con la sua monumentale chiesa e guidata dai suoi legittimi pastori, inziò a vivere quelle dinamiche storiche e soprannaturali che hanno sempre caratterizzato il popolo credente. La Parrocchia del SS. Crocifisso, piccola parte della grande Chiesa cattolica, ha fatto sue, in questi secoli, le parole del Manzoni riferite alla Chiesa di Pentecoste, ma di ogni altra epoca:

Madre de’ Santi; immagine
Della città superna;
Del Sangue incorruttibile
Conservatrice eterna;
Tu che tanti secoli,
Soffri, combatti e preghi.
Campo di quei che sperano;
Chiesa del Dio vivente.

 

PARROCI DELLA PARROCCHIA SS. CROCIFISSO A BELMONTE MEZZAGNO

Grasso Stefano 1756-1766

Zizzo Vincenzo marzo 1766-dicembre 1767

Corselli Giovanni 1767-1781

Orlando Rosario 1781-1808

Ficarra Giuseppe 1808-1843

Furitano Vincezo M. 1855-1863

Di Giorgio Filippo 1863-1905

Sirchia Ignazio 1905

Ingrassia Rosario 1906

Raimondi Matteo 30.05.1932 – 22.03.1933

D’Agostino Benedetto 22.12.1933 – 23.03.1958 (possesso can. 06.05.1934)

(dal 22.12.1933 al 31.03.1934 presto servizio don Salvatore Romano)

Grifo SalvatoreVicario Economo. 18.10.1958 – 29.04.1959

Pizzo Francesco 30.04.1959 – 31.08.1964

Passamonte MarianoVicario Economo 01.09.1964 – 15.11.1964

Passamonte Mariano. 16.11.1964 – 30.09.1970

Parasiliti Vincenzo 01.10.1970 – 15.11.1971

Fanara Gaetano 16.11.1971 – 28.01.1978

Cappello Pietro 29.01.1978 – 31.08.1986

Sclafani Giuseppe 01.09.1986 – 31.08.1992

Maniscalco Francesco 08.09.1992 – 16.07.2000

Cappello Pietro Amm. Parr. 17.07.2000 – 20.07.2002

Calderone GiuseppeAmm. Parr. 21.07.2002 – 13.12.2003

Calderone Giuseppe 14.12.2003 – 16.10.2007

D’Ugo Calogero 17.10.2007

Note storiche:

Sirchia Ignazio: nato 1841, ord. 1864, provenienza S. Margherita Belice, incardinato a Palermo

Ingrassia Rosario: nato 1865, ord. 1888

Raimondi Matteo: n. Mezzojuso 04.12.1905, ord. 1931, morto 20.09.1961

D’Agostino Benedetto: nato Belmonte M. 18.01.1881, batt. 12.01.1881, ord. 1904, morto 23.03.1958